Gnatologia e kinesiografia

La bocca con tutto il suo complesso neuromuscolare non deve essere considerata isolata dal resto del corpo, essendo in realtà strettamente connessa a tutto l’organismo. La mandibola è un osso particolare, molto complesso nella sua forma e ancor più complicato nel suo dinamismo. Può muoversi contemporaneamente nelle tre dimensioni dello spazio, guidata in questi diversi e numerosi spostamenti da un complesso di strutture muscolari e limitata dalle due articolazioni temporo-mandibolari destra e sinistra. Questo insieme di strutture, dall’osso mandibolare alle masse muscolari, dagli elementi dentari alle articolazioni, costituisce quello che in termini scientifici è denominato apparato stomatognatico. Le deviazioni e gli spostamenti patologici della mandibola in rapporto al cranio-mascellare, sono la causa più frequente dello squilibrio e dei conseguenti stati di spasmo e di contrazione delle masse muscolari. Tale meccanismo è la fonte principale di una serie di disturbi che si traducono in:

  • dolori muscolari
  • dolori dell’articolazioni temporo-mandibolare
  • nevralgie del trigemino
  • cefalee tensive
  • otalgie, vertigini, acufeni
  • rigidità di collo e dolori nel tratto cervicale della colonna vertebrale

Dal 1985 abbiamo il K5 e ora il K7, una strumentazione diagnostica (kinesiografo elettromiografo con tens) in grado di descrivere graficamente i più svariati movimenti della mandibola e dell’osso ioide. Con questa strumentazione è possibile non solo riconoscere con esattezza gli eventuali spostamenti e le possibili deviazioni, ma anche correggere con trattamenti terapeutici (ortotici, ortodonzia o protesi) capaci di risolvere i diversi stati patologici dei paziente che vogliono trovare sollievo ai dolori a volte insopportabili che li colpiscono e che derivano dall’apparato stomatognatico.

Le cause di queste patologie algico-disfunzionali dell’apparato stamatognatico possono essere di natura congenita per una errata crescita delle strutture ossee, oppure di natura iatrogene (otturazioni errate, protesi con errate dimensioni verticali, cure ortodontiche precedenti mal progettate o mal eseguite ecc).

Pratiche ortodontiche con estrazioni di denti permanenti e conseguente riduzione delle arcate dentarie, rendono impossibile alla lingua di “stendersi” sul palato al momento della deglutizione. Si tratta di un movimento che ogni individuo compie 1500-2000 volte al giorno senza accorgersene. Ebbene, questa lingua accartocciata posteriormente porterà ad una contrazione dei muscoli anteriori del collo con una conseguente alterazione della normale postura del soggetto.

Per concludere, la bocca non è un organo a se stante, staccato dal resto del corpo, ma un anello fondamentale di quello che viene definito ”Controllo posturale” cioè quel meccanismo neuro-muscolare che permette al nostro corpo di mantenere e variare una posizione. Ortognatodonzia e riabilitazione protesica non significano solo allineare e sostituire i denti secondo i canoni tradizionali meccanicistici o meramente estetici, ma significa studiare il paziente in modo olistico, con mezzi strumentali atti ad evidenziare un’alterata funzione e monitorare l’azione terapeutica in modo da portare il paziente in una condizione tale in cui funzione ed estetica siano felicemente sposate ed il risultato ottenuto sia mantenuto stabile nel tempo grazie alla funzione ripristinata e normalizzata.